BACKGROUND: l’Iraq confina con Turchia a nord, Arabia Saudita e Kuwait a sud, Siria a nordovest, Giordania a ovest ed Iran verso est. Discende dall'antica Mesopotamia, la "terra dei due fiumi", (dove sorge la città di Nassiriya), il Tigri e l’Eufrate, che scorrono da Nord a Sud unendosi prima di sfociare nel Golfo Persico. Il nome attuale viene dal persiano eraq, ossia "terre basse" (in contrapposizione all'altopiano iranico). La capitale è Baghdad. Il presidente è stato per circa 25 anni Saddam Hussein. Dal 9 Aprile 2003 l'Iraq è stato un protettorato militare americano e dal gennaio 2005 un governo locale di transizione ha amministrato il Paese fino all'esecuzione di Saddam Hussein (dicembre 2006). Possiede le terze riserve di petrolio mondiali. Attualmente è una repubblica parlamentare. Le continue guerre degli ultimi 30 anni (largamente coincidenti con il regime di Saddam Hussein) hanno provocato una forte emigrazione, che non si è ancora arrestata. L'etnia maggioritaria (75-80%) è quella degli arabi, che include anche i discendenti arabizzati di varie antiche etnie autoctone, come assiri e caldei. L'etnia minoritaria (22-25%) è quella dei curdi, insediati soprattutto nel nord e nord-est. Esiste anche una piccola minoranza di turcomanni (2-3%).La popolazione irachena è costituita quasi interamente da musulmani (95-98%), per il 60% sciiti e per il 40% sunniti. Questi ultimi comprendono quasi tutta la popolazione dell'area curda e turcomanna ma rappresentano la minoranza nel Paese. Sia gli arabi che i curdi contano anche una piccola minoranza di cristiani (800.000 persone nel 2003 con 2-4000 cattolici latini, 550.000 nel 2007 a causa della fuga all’estero). Nel 656 l'odierno Iraq venne conquistato dagli arabi, che introdussero l’Islam e lo governarono da Damasco, oggi in Siria. Nel 762 il califfato fu spostato dalla nuova dinastia abbaside nella nuova città di Baghdad (vicino all'antica Babilonia), che rimase a lungo il centro più importante del mondo arabo. Questo governo fu distrutto nel 1258 dai Mongoli, che invasero di nuovo l'Iraq nel 1401. Dall'inizio del XVI secolo l'Iraq fu invece conteso tra l'Impero Persiano, retto dalla dinastia sciita dei Safavidi (azeri di lingua e cultura), e il sunnita Impero Ottomano, fin quando quest'ultimo lo incorporò definitivamente nel 1638. Nel Febbraio del 1963 un colpo di Stato (il terzo dal termine del primo conflitto mondiale), porta al potere il partito Ba’th segnando l’inizio della carriera politica di Saddam Hussein; tale governo venne rovesciato da un quarto colpo di Stato nel Novembre dello stesso anno, ma un quinto colpo di stato ne determinò il ritorno al potere, con un’ascesa al potere di Saddam Hussein nel 1979. Nel 1980 gli Stati Uniti e i paesi NATO appoggiarono con aiuti economici e militari la volontà dell'Iraq (che aveva rivendicazioni territoriali) a scendere in guerra il 22 settembre contro l'Iran (dove una rivoluzione fondamentalista islamica aveva rovesciato la monarchia); al termine (8 agosto 1988) del conflitto non ci furono né vincitori né vinti. Dal 2 Agosto 1990 (invasione Irachena del Kuwait) sino al 28 Febbraio del 1991 ha avuto luogo la Prima Guerra del Golfo con inizio dell’attacco da parte della coalizione internazionale il 17 Gennaio del 1991. Successivamente la Nazione fu sottoposta a diverse restrizioni e limitazioni con un rigido embargo economico ed effetti devastanti sulla popolazione civile. Negli anni successivi i rapporti fra il regime di Saddam, l’ONU e gli USA furono caratterizzati da vari alti e bassi con in più occasioni la minaccia di un ricorso alla forza da parte degli Stati Uniti, sfumata grazie alla mediazione del Segretario dell’ONU Annan. Dopo l'attacco terroristico subito dagli Stati Uniti l'11 settembre 2001 e la successiva Operazione Enduring Freedom che abbatté il regime afghano dei Talebani, l'Iraq tornò nel mirino degli Stati Uniti; il governo di Washington accusò infatti il regime iracheno di produrre armi di distruzione di massa e di collaborare con l'organizzazione terroristica al-Qaeda, violando le risoluzioni dell'ONU. Con il parere contrastante del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la maggior parte dei Paesi e delle maggiori autorità religiose USA e Gran Bretagna il 19 Marzo del 2003 lanciarono l’attacco terminata il 1 Maggio. Il 22 Maggio venne posta fine alle restrizioni contro l’Iraq. Nel Dicembre del 2004 Saddam Hussein venne arrestato e condannato dal tribunale speciale iracheno (per i crimini del regime Baʿth - costituito il 10 dicembre 2003) dopo un processo iniziato, verrà impiccato il 30 dicembre 2006. Nel 2004 al termine del secondo conflitto del Golfo iniziarono una serie di contrasti fra sunniti e sciiti, si susseguirono così migliaia di mortali attentati e di atti di sabotaggio. La città di Najaf uno dei principali santuari della guerriglia, venne stretta in un severo assedio dalle forze statunitensi e conquistata infine a novembre dopo diverse settimane di violentissimi combattimenti condotti casa per casa. Nei primi mesi del 2006 si rafforzano le attività guerrigliere contro le forze d'occupazione e si intensifica lo scontro tra le comunità sciita e sunnita, con diversi attentati a moschee che provocano la morte di centinaia di persone. Tragico è il bilancio dei tre anni di conflitto. I morti iracheni ammontano a diverse decine di migliaia (più di 100.000, secondo alcune fonti); pesanti sono anche le perdite delle forze di coalizione, le più elevate quelle delle degli Stati Uniti, con più di 3400 morti e migliaia di feriti (a fine 2007). Le ricercate armi di distruzione di massa non furono mai trovate, mentre sia un primo rapporto CIA (Central Intelligence Agency) del 2002, desecretato e pubblicato nel 2008 dichiara che non vi era alcuna collaborazione tra il regime Iracheno e l'organizzazione terroristica di al-Qa'ida. Secondo il programma alimentare delle Nazioni Unite il governo succeduto alla guerra non è stato in grado di apportare significati miglioramenti alle condizioni di vita dei bambini iracheni. Secondo lo studio dell'ONU le condizioni si possono definire peggiori a quelle precedenti alla guerra. Durante il regime di Saddam Hussein i bambini almeno avevano accesso al programma internazionale di aiuti umanitari. Secondo alcune fonti diplomatiche irachene, malgrado si verifichino ancora alcuni attentati anche se non più costanti e continui come una volta, la sicurezza e la stabilità in Iraq sarebbe migliorata del 75% dal luglio del 2007. La nuova strategia politico-militare ha mirato a coinvolgere i sunniti nel nuovo regime politico, isolando gradualmente i bathisti più compromessi ed i "qa'idisti”.
Repubblica Irachena
Superficie:
437072 Km²
(57°)
% delle acque:
trascurabile
Abitanti:
31.234.000
(stime 2009)
Densità:
62
ab/Km²
Forma di governo:
Repubblica
Parlamentare
Capo di Stato:
Jalal
Talabani
Capo di Governo:
Nuri Al-Maliki Indipendenza:
3 ottobre
1932 dal Regno
Unito
Ingresso ONU:
21 Dicembre
1945
Capitale:
Baghdad
(5.772.000 ab)
Lingua:
Arabo, Curdo
Moneta:
Dinar
Iracheno
È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all’ONU nel 1945.
Altre città: Ba’quba, Bassora,
Falluja, Karbala, Kirkuk,
Mossull, Najaf, Nasiriya, Samara
Gruppi etnici: Arabo (75-80%),
Curdo (22-25%), Turcomanni
(2-3%)
Religione: Musulmana 95-98;
piccola minoranza di Cristiani
Fin dal maggio 2003 l'intervento italiano in Iraq ha avuto come obiettivo principale lo sviluppo e la ricostruzione in chiave democratica delle istituzioni del Paese, nella prospettiva di restituire agli stessi iracheni la gestione delle proprie amministrazioni, attraverso un'azione in tre ambiti principali:
-
sostegno alla ricostruzione delle istituzioni iracheni;
-
interventi di immediato impatto per far fronte ai bisogni più urgenti della popolazione irachena;
-
sostegno all'ampliamento della base infrastrutturale per aiutare il nuovo Iraq a superare il deficit strutturale che affligge il Paese sin dagli anni '80.
116 i progetti che hanno coinvolto istituzioni, associazioni, realtà imprenditoriali italiane ed irachene. Tutto questo, e non solo questo, è "L'Italia per l'Iraq", un'attività che si è svolta, in accordo con le autorità irachene sino all’8 Giugno 2011, grazie al coordinamento assicurato dal Ministero degli Affari Esteri tramite una speciale "Task Force Iraq" della Direzione Generale per i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, che si avvale sul territorio della collaborazione di esperti a Nassiriya ed Erbil.
In tale contesto si inseriscono le Missioni umanitarie di Smile Train Italia Onlus in Iraq (la prima delle quali nell’Aprile del 2008). Il settimo ed ultimo intervento in Iraq del team di volontari, si è concluso a metà Giugno 2011, dopo due mesi di missione. Il lavoro dei medici italiani è stato favorito dalle infrastrutture ospedaliere donate con il programma Prt (Provincial Recostruction Team), strutture che da ora in poi saranno interamente gestite dal governo locale di Nassirya e garantiranno migliori condizioni di vita e di salute per la popolazione locale.
La missione alla quale abbiamo preso parte come Onlus Chirurgo e Bambino ha avuto luogo dal 29.05.2011 all’8.06.2011; Sede: Ospedale presso Camp Mittica dove è stata posizionata l'Unità Operatoria Mobile donata dal Governo Italiano ed il Reparto Post Operatorio. E' stato spedito un cargo di materiale medico, sanitario e farmaceutico necessario all'espletamento della missione stessa. Il primo giorno è stato dedicato allo screening dei pazienti che sono giunti accompagnati dai genitori a bordo di pullman organizzati dall'Ospedale di Nassiriya, che ha collaborato con Smile Train aiutando l'organizzazione a reperire i casi clinici e permettendo a tutti i bambini di svolgere gli esami ed i controlli clinici pre-intervento. Nel corso delle precedenti missioni come nel corso dell’ultima medici ed infermieri iracheni hanno seguito un corso di formazione pratico in sala operatoria ed in corsia lavorando fianco a fianco ai volontari di Smile Train. Alcuni di loro hanno partecipato al corso teorico pratico organizzato dal Dott. Andrea Franchella e da Smile Train Italia Onlus che si è svolto a Ferrara dal 23 al 25 gennaio 2009 in occasione del 3° Convegno “I chirurghi Pediatri Italiani per i bambini dei Paesi con risorse limitate”.
Sono stati visitati 296 pazienti, 151 dei quali sono stati sottoposti ad intervento chirurgico risolutivo per un totale di 185 procedure chirurgiche così suddivise per fascia d’età: 3 mesi- 2anni: 37; 2-5 anni 25; 5-12 anni 36; 12-18 anni 25; 18-25 anni 12; > 25 anni 17. In totale 93 Maschi e 58 Femmine . Sono stati trattati per la maggior parte bambini affetti da Labiopalatoschisi. Altre patologie trattate: angioma (8 paz;), ustioni (1 paziente).
Team dellamissione: Mario Altacera-Chirurgo Maxillo
Facciale De Souza Sinezio - Chirurgo
Plastico
Cosimo Bleve - Chirurgo
Pediatrico
Roberto Corelli - Chirurgo
Maxillo-Facciale
Giorgio Prouse - Chirurgo
Vascolare Stefano Morelli - Anestesista
Enrico Iannace - Anestesista Francesca Vitale -Anestesista Massimo Alosi - Pediatra Simone Fabrizi- Infermiere
Francesca Paris- Infermiera Concetta Cascino - Infermiera Carla Ottaviani - Strumentista Salvatore Errico - Strumentista Saadi Kadim - Interprete
Francesca Romana Pacelli -
Coordinatrice missione Paola Palma - Coordinatrice
missione




