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La
Chirurgia Pediatrica dell’Arcispedale S. Anna,
in collaborazione con Smile Train Italia Onlus,
con l’ONG Friendship e con Emirates Airlines
Foundation, ha realizzato, nel corso dell’anno
2010, due missioni in Bangladesh, dal 22 al 30
aprile, e dall’8 al 14 ottobre, nell’ambito dei
progetti di cooperazione sanitaria
internazionale.
Obiettivo del nostro lavoro sono stati sia
il trattamento chirurgico di patologie congenite
del viso, sia la formazione del personale
medico ed infermieristico locale, con
la donazione di materiale sanitario chirurgico
ed elettromedicale necessario per poter gestire
autonomamente la cura di tali patologie, nel
rispetto degli standard medici qualitativi
internazionali.
Il Bangladesh confina interamente con l’India ad
eccezione di un piccolo tratto nell’estremo
sud-est, ove confina con la
Birmania. A sud è bagnato dal
Golfo del Bengala. È situato
nella parte terminale del
sistema fluviale
Gange-Brahmaputra,
e più precisamente nella regione del delta del
Gange. Questo delta è formato dalla confluenza
dei
fiumi
Gange (nome locale Padma o Podda),
Brahmaputra (Jamuna o Jomuna), e
Meghna e dai rispettivi
affluenti. Il Gange si unisce con
il Jamuna (canale principale del Brahmaputra) e
più avanti si unisce con il
Meghna, prima di sfociare nel
Golfo del Bengala. Il terreno
alluvionale depositato da questi fiumi ha
creato alcune delle più fertili pianure di tutto
il mondo. La maggior parte del territorio del
Bangladesh, detta anche “nazione dai mille
fiumi”, si trova a meno di 12 metri sopra il
livello del mare, e si calcola che circa il 50%
dei terreni verrebbero inondati se il livello
del mare salisse di un metro.
Insieme con lo
stato indiano del
Bengala Occidentale costituisce la
regione etnico-linguistica del
Bengala. Il nome Bangladesh significa
"Paese del Bengala" in lingua ufficiale
bengalese. Il Paese si estende su una
superficie di 144.000 km².
Nonostante i continui sforzi nazionali ed
internazionali volti a migliorare l’economia del
paese e le prospettive future della popolazione,
il Bangladesh rimane una nazione in via di
sviluppo. Il suo reddito pro
capite nel 2006 è stato di 2.300
$ (a parità di potere d'acquisto)
rispetto ad una media mondiale di 10.200
$. La popolazione del Bangladesh
è stimata in 150 milioni di abitanti, il che lo
rende il 7º paese più popoloso del pianeta, con
la più alta densità, superiore ai 1.000 abitanti
per km². Nel nord del Bangladesh ed in
particolare nella regione di Gaibandha il
potente flusso del fiume Brahmaputra,
proveniente dallo scioglimento delle nevi
dell'Himalaya, porta alla formazione e scomparsa
per immersione di piccole isole, in bengalese
Chars. Queste isole “nomadi” sono temporanee a
causa dell’erosione costante di quelle esistenti
e la formazione di nuove. Tali condizioni
ambientali rendono la popolazione locale
estremamente vulnerabile e soggetta a frequenti
migrazioni. Le isole sono di due tipi: le prime
sono di tipo semipermanente con intervallo di
esistenza dai 5 ai 20 anni, mentre le seconde
sono temporanee con intervallo di vita che
oscilla da pochi mesi a qualche anno. La
popolazione stimata in tale distretto è di circa
2.117.959 (51% circa maschile e 49% femminile)
per un’area di 2179,27 km². Queste isole
(alcune centinaia) sono a circa 7 ore di
distanza dalla capitale Daka e rappresentano una
delle più remote e vulnerabili regioni del
Bangladesh, continuamente in balia delle
variazioni climatiche. La popolazione in questo
distretto non dispone di elettricità, acqua
corrente, cure mediche ed accesso ad alcuna
attività commerciale né ad alcun mezzo di
comunicazione di massa. Gli abitanti vivono al
meglio delle loro possibilità adattandosi ai
continui e repentini mutamenti del territorio e
migrando dalle 40 alle 50 volte nel corso della
loro vita (l’aspettativa di vita è di circa 40
anni) portando con loro le “case di latta
pieghevoli” .In queste condizioni è difficile e
praticamente inutile tentare di costruire in
questa “terra effimera” case, scuole, ospedali.
Sono le donne e i bambini a rimanere
inesorabilmente bloccati sulle isole. Gli
uomini, infatti, con il sopraggiungere
dell’estate migrano verso il “continente” per
lavorare mentre le donne sono costrette ad
affrontare la stagione delle piogge monsoniche.
Coloro che possono permetterselo fuggono via
fiume con imbarcazioni spesso precarie, per
raggiungere isole più sicure, seppellendo i loro
averi nel terreno, con la speranza di ritrovare
qualcosa al loro ritorno. Molti non possono
permettersi il prezzo del “passaggio verso la
salvezza”. Durante la stagione dei monsoni le
donne con i loro bambini spesso non hanno altra
alternativa che rifugiarsi sui tetti delle loro
case sommerse, in attesa che le forti piogge si
plachino e che arrivi il soccorso d'emergenza, o
una qualsiasi imbarcazione che li tragga in
salvo. Gli abitanti sono costretti a questa di
vita da due o tre generazioni, da quando
l'erosione del fiume ha iniziato ad alterare e
modificare il territorio. Sebbene la terra
rappresenti, nell’immaginario collettivo, ciò
che di più solido e sicuro esiste al mondo, per
queste popolazioni rappresenta al tempo stesso
l’elemento che può, da un momento all’altro
stravolgere le loro vite e causare la perdita di
ogni bene.
1. Nel corso
della prima
missione
i volontari hanno lavorato a bordo della nave
ospedale della ONG Friendship,
attraccata sulle rive del fiume Brahmaputra,
nella regione del Gaibandha. La nave offre
assistenza sanitaria agli abitanti dei villaggi
presenti sulle rive del fiume. Nel periodo
compreso fra il 23 ed il 29 aprile 2010 sono
stati visitati 32 bambini (18 maschi e 14
femmine) sui 30 previsti e ne sono stati
operati, dopo screening preliminare, 27, per un
totale complessivo di 53 procedure chirurgiche.
La suddivisione per fasce di età è la seguente:
2-5 anni: 7; 5-12 anni: 14; 12-18 anni: 5; e >
25 anni: 1. I pazienti trattati erano
prevalentemente affetti da forme più o meno
complesse di schisi del palato e labbro
leporino, variamente associate. In questi
pazienti sono stati eseguiti interventi di
labiopalatoplastica, con associata rinoplastica
in 8 casi. Sono stati inoltre trattati 2 bambini
per anchiloglossia e due per emangioma del
labbro inferiore.
2. La seconda
missione chirurgica si è svolta dall’8 al 14
ottobre 2010. Ancora una volta sede della
missione è stata la nave ospedale della ONG
Friendship. 70 sono state le procedure
chirurgiche eseguite. Su un totale di 33 bambini
valutati, 23 sono stati trattati chirurgicamente
(12 maschi e 11 femmine) così suddivisi per
fascia d’età: 3 mesi-2 anni: 9; 2-5 anni: 5;
5-12 anni: 6; 12-18 anni: 2; e > 25 anni: 1. 20
dei pazienti presentavano labioschisi (17
unilaterale e 3 bilaterale con un caso di
revisione chirurgica per esiti di pregresso
intervento), i restanti 3 palatoschisi isolata.
Sono stati pertanto eseguiti interventi di
labiopalatoplastica con associata rinoplastica
in 6 casi.
Entrambe le missioni sono state
realizzate con la collaborazione dell’ONG
Friendships, che, attiva in Bangladesh dal 1998,
si propone come fine quello di identificare e
raggiungere le comunità più povere ed emarginate
per rispondere ai bisogni assistenziali di base.
Gli abitanti delle estreme regioni
settentrionali del Bangladesh rappresentano la
popolazione più povera ed emarginata al mondo e
le condizioni geografiche ed i continui
mutamenti territoriali rendono ancora più
difficile l’accesso all’assistenza sanitaria.
Generalmente nei Paesi in Via di Sviluppo il
mancato o limitato accesso ad una assistenza
sanitaria primaria condizionano la possibilità
di ottenere un trattamento medico o chirurgico
adeguato. Nelle isole del Nord del Bangladesh,
l’assenza delle infrastrutture di base, la
malnutrizione, la mancanza di igiene personale
da un lato aggravano lo stato di povertà,
dall’altro pregiudicano ulteriormente la
possibilità di cure sanitarie adeguate. Partendo
dal presupposto che le cure mediche
costituiscono un diritto fondamentale di ogni
essere umano, considerando nello specifico i
continui mutamenti geografici della regione
legati alla maggiore o minore piena dei corsi
d’acqua, Friendships ha ideato e realizzato un
progetto di assistenza sanitaria river-based,
che prevede l’utilizzo di ospedali galleggianti
con ambulatori satelliti. Grazie alla Nave
Ospedale, Friendships è in grado di garantire
l’assistenza sanitaria primaria e secondaria,
programmi di assistenza oculistica ed
odontoiatrica, programmi di vaccinazione
pediatrici. Nel 1995 Friendships ha introdotto
in Bangladesh la sua prima Nave Ospedale,
inaugurata da Madre Teresa di Calcutta e
successivamente chiamata Lifebuoy Friendships
Hospital (LFH). Nel Novembre del 2008 è stata
donata da Emirates Airlines Foundation una
seconda Nave Ospedale, Emirates Friendships
Hospital (EFH), teatro delle nostre due missioni
. Entrambi gli Ospedali Nave, equipaggiati con
sale operatorie e apparecchiature per indagini
radiologiche e di laboratorio, garantiscono,
spostandosi lungo le rive del Brahmaputra,
un’assistenza sanitaria alle popolazioni locali
grazie al contributo di personale medico e
paramedico volontario, provenienti dall’estero,
in grado di fornire prestazioni specialistiche
in particolare in ambito pediatrico, ortopedico,
plastico-ricostruttivo, oculistico. Va infine
ricordato che fra gli obiettivi di Friendships,
oltre all’assistenza sanitaria sono previsti la
promozione e la diffusione dell’educazione
scolastica, dello sviluppo economico
sostenibile, dei programmi di preservazione
culturale e di assistenza post disastri
ambientali.
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